Oggi è lunedì 18 dicembre 2017  

Storia del mercato

La storia mercantile di Forlì affonda le sue radici in tempi remoti.
Già nel XV secolo, Leone Cobelli, un cronista locale, ricorda il mercato situato nella piazza principale.
Di fatto Forlì, città posta in una zona di ampio passaggio (dal suo centro passava l’antico corso della Via Emilia, allora unica strada conducente a Roma), ha vissuto fin dall’antichità una intensa vita mercantile
.
Bisogna ricordare inoltre che la stessa collocazione geografica di Forlì, situata alla confluenza delle vallate dei fiumi Montone e Ronco, in un’ampia pianura che si apre fino al mare, è sempre stata il punto di riferimento per la fiorente agricoltura di tutta la zona limitrofa.Per avere notizie certe sulla collocazione del mercato bisogna giungere al XIX secolo.
In tale periodo fu costruita una prima sede del Foro Annonario che, stando alla grandiosità con cui fu progettata e messa in opera, non può che testimoniare dell’intensità del traffico commerciale che vi si svolgeva. Tale sede sorse in una parte dell’area occupata dall’antico Convento di San Francesco.
L’edificio fu costruito a spese del comune, dal 1837 al 1840, su disegno dell’architetto Giacomo Santarelli.

Il Foro Annonario era destinato soprattutto a riunire in un punto solo la vendita della carne e del pesce.
Nella piazza attigua, si svolgeva invece, il mercato delle granaglie.In tale piazza fu trasferito, nel 1890, anche il mercato delle erbe, che aveva inizialmente sede nella Piazza Maggiore.
E’ da notare che la suddetta piazza è da sempre conosciuta dai forlivesi col nome popolare di Piazza delle Erbe, proprio a testimonianza di questa attività mercantile.
La primitiva fisionomia del Foro Annonario e la natura stessa dello svolgimento del mercato delle erbe, subirono notevoli adattamenti e trasformazioni soprattutto durante il corso delle due guerre mondiali, per necessità relative alla distribuzione dei viveri alla cittadinanza.

Si giunge così al secondo dopoguerra.
In questo periodo comincia ad operare a Forlì un vero e proprio, anche se a livello ancora molto ridotto, mercato agroalimentare all’ingrosso.
La sua sede iniziale fu proprio il Foro Annonario.
All’epoca erano presenti solamente sei ditte grossiste, che operavano congiuntamente al Consorzio Agrario Provinciale.
L’approvvigionamento si svolgeva ancora su base prettamente locale e si basava soprattutto sullo sfruttamento della ricca agricoltura della zona.
E’ da notare che la movimentazione e il trasporto della merce avveniva ancora con soli mezzi trainati da animali (carri, birocci).
La quasi totale mancanza di automezzi, non permetteva ancora il rifornimento su larga scala da zone più lontane, anche se era già cominciato l’acquisto di merce non locale, in particolare agrumi provenienti dalla Sicilia, o frutti esotici come banane o simili.
Il trasferimento delle merci a lunga distanza era ancora per lo più svolto dal trasporto merci delle Ferrovie dello Stato (da notare, al riguardo, che con la costruzione del nuovo mercato, nel 1961, fu realizzato un allacciamento con la Stazione Ferroviaria tramite binario).
In tale periodo, comunque, operava ancora un mercato distaccato dei produttori che aveva sede presso l’ex Palazzo Orselli.
In entrambi i mercati, la clientela era per lo più locale o al limite comprensoriale.
Per avere un’idea della movimentazione delle merci nel nascente mercato all’ingrosso, è senz’altro rilevante notare che l’intero lavoro di facchinaggio era all’epoca svolto da un solo facchino.
Col tempo, si incentivò notevolmente l’acquisto di merce da zone esterne.
In particolare modo, il rifornimento proveniva per lo più da Bologna (si può ipotizzare una percentuale del 50% ed oltre), mentre si acquistavano cocomeri e patate dal ferrarese.
All’epoca, purtroppo, non venivano effettuati rilevamenti statistici, per cui non è possibile avere dati del tutto attendibili sull’attività commerciale di questo primo periodo.
Nel 1961 entrò in funzione l’attuale Mercato Agricolo Alimentare all’Ingrosso.
Tale struttura fu studiata e realizzata all’epoca in modo da poter garantire la massima efficienza, con un assetto viario interno il più funzionale possibile, con la dotazione di celle frigorifere, di uffici per la direzione, ufficio bancario e luogo per la ristorazione.
All’interno di questa struttura operano sin dall’inizio sia commercianti grossisti che produttori, unificando così i due centri di rifornimento della città.
Nel nuovo centro cominciò a funzionare anche un mercato all’ingrosso di fiori e piante oggi attività residuale, nonché la vendita di generi vari e conservati quali: confezioni di prodotti sott’olio e sott’aceto, olio d’oliva e di semi, confezioni pronte per minestrone, rape rosse cotte, olive verdi e nere confezionate, farina di castagne, confetture varie, bibite alcoliche e analcoliche, acque minerali, latte, uova e soprattutto negli ultimi anni, surgelati.
Inizialmente tale mercato operava come centro di raccolta per soddisfare le esigenze prevalentemente del consumo locale.
Attualmente invece provvede, con una percentuale di circa il 60 % delle merci introdotte, alle necessità dei comuni del comprensorio, nonché in parte a quelli della confinante provincia di Ravenna.
Per l’approvvigionamento, il mercato, oltre alla produzione locale, attinge, tramite i commercianti, direttamente alle zone di produzione, specialmente nel settore agrumario e viticolo, mentre è sempre più rilevante l’importazione di prodotti dall’estero.
Già da parecchi anni un apposito servizio statistico provvede alla raccolta dei dati relativi alla introduzione delle derrate.
Altro importante servizio del mercato è la redazione di un mercuriale con le quotazioni dei prezzi.
Tale listino viene compilato tre volte a settimana nelle giornate del Lunedì, Mercoledì e Venerdì basandosi sul rilevamento dei prezzi delle derrate conferite e vendute nel mercato.
Per quanto riguarda la movimentazione commerciale, si rileva, soprattutto negli ultimi anni, un lieve decremento, tuttavia in linea con gli andamenti dei mercati ortofrutticoli all’ingrosso di tutta Italia.

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